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Nuova legge in Israele vieta ai palestinesi di manifestare lutto e dolore il 15 maggio, giorno della Nabka (l’olocausto palestinese) (Infopal) - 04-mar-2010

2 marzo 2010 - Una nuova legge in Israele rende crimine la commemorazione di ciò che i Palestinesi chiamano "Nakba", la catastrofe del loro sradicamento e pulizia etnica dalla Palestina, con la creazione dello Stato sionista nel 1948. La Knesset, il Parlamento israeliano, ha ratificato la "legge Nakba" già alla prima lettura. Saranno imposte penalità a chiunque mostri il 15 maggio, segni di tristezza e di lutto dentro i confini (indefiniti) di Israele; in quella data i palestinesi ricordano la creazione della crisi dei rifugiati...
 

ASCOLTATE GLI EROI DI ISRAELE (John Pilger) - 04-mar-2010

2 marzo 2010 - L’altro giorno ho fatto una telefonata a Rami Elhanan. Non parlavamo da sei anni e molte cose sono successe nel frattempo in Israele e in Palestina. Rami è un graphic designer che vive con la sua famiglia a Gerusalemme. Suo padre è un sopravvissuto di Auschwitz. I suoi nonni e 6 tra zii e zie sono morti nell’Olocausto. Quando mi si chiede a proposito di eroi, io parlo senza esitazioni di Rami e sua moglie Nurit. Poco dopo aver fatto la sua conoscenza, Rami mi mostrò una registrazione amatoriale molto difficile da guardare. Ritraeva sua figlia Smadar, di 14 anni, mentre ballava, rideva e suonava il pianoforte... Rami era nella sua macchina quando accese la radio per sintonizzarsi sul notiziario delle 3 di pomeriggio. C’era stato un attacco suicida nel centro commerciale di Ben Yehida. Più di 200 persone erano rimaste ferite e c’erano numerosi morti. Pochi minuti dopo il suo telefono squillò. Era Nurit, e piangeva. Cercarono invano negli ospedali, poi all’obitorio; e così iniziò ciò che Rami descrive come la loro "discesa nell’oscurità". Rami e Nurit sono tra i fondatori del Circolo dei Genitori, o Forum delle famiglie in lutto, che mette assieme israeliani e palestinesi che hanno perso i loro cari. "E’ doloroso riconoscerlo, ma non c’è alcuna differenza dal punto di vista morale tra il soldato israeliano che impedisce alla donna palestinese incinta di oltrepassare il checkpoint facendole perdere il bambino, e l’uomo che ha ucciso mia figlia. E così come mia figlia è stata una vittima [dell’occupazione], così era anche lui", ha detto....
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Bambini di Marjah (Enrico Piovesana) - 04-mar-2010

3 marzo 2010 - Non sorridono più Najib e Naqib, due fratellini di 5 e 7 anni ricoverati all'ospedale di Emergency di Lashkargah. Le infermiere li coccolano e il giovane papà, Abdul Wali, li copre di baci e carezze. Ma a loro sembra non fare effetto. Sono arrivati qui sabato sera dalla base militare britannica di Camp Bastion: il più grande con il piede sinistro maciullato e una brutta ferita al braccio destro, il più piccolo con decine di schegge infilzate ovunque. Tutti e due ancora sotto shock per il dolore, lo spavento e il trauma di aver visto morire, davanti ai loro occhi, i due loro fratelli poco più grandi, Sadiq e Asrat, di 8 e 9 anni. Colpa di un razzo americano caduto per errore nel cortile della loro casa, a Marjah...
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Un regime settario nichilista precipiterà l’Iraq nell’abisso più profondo (Bashir Moussa Nafie) - 04-mar-2010

2 marzo 2010 - La politica irachena non aveva fatto in tempo ad uscire dalla crisi della legge elettorale che è stata coinvolta in una crisi più profonda e più grave, dopo che i governanti dell’Iraq hanno escogitato una vasta campagna di "debaathificazione", ovvero una campagna di esclusione di tutti coloro che sono accusati di essere loro oppositori, soprattutto tra le personalità arabe sunnite. Al culmine di questa campagna – quando era divenuto evidente che il sistema di discriminazione creato dal parlamento iracheno avrebbe deciso di vietare la candidatura di centinaia di persone alle prossime elezioni, primi fra tutti Saleh al-Mutlaq e Dhafir al-Ani – il primo ministro iracheno Nuri al-Maliki ha tenuto un discorso affermando letteralmente che "l’Iraq non permetterà la vittoria di coloro che vogliono fare il proprio ritorno a bordo dei carri armati o attraverso legami stranieri"...
 

IOA plans demolition of tens of Palestinian homes in Silwan (Palestinian Information Center) - 02-mar-2010

March 2, 2010 -- The Israeli occupation authority (IOA) is planning to demolish tens of Palestinian homes in the Silwan neighborhood of occupied Jerusalem, south of the Aqsa Mosque, in order to build a public park. Sources in the IOA-controlled Jerusalem municipality said that the fanatic mayor of occupied Jerusalem Nir Barakat is expected to announce in a press conference on Tuesday the demolition of more than 40 Palestinian homes in Bustan area to establish a Toratic park in its place...
 

Building international solidarity during Israeli Apartheid Week (Ilaria Giglioli) - 02-mar-2010

March 1, 2010 - In March 2005, a group of activists from the Arab Student Collective at the University of Toronto launched the first Israeli Apartheid Week (IAW). The aim of the week was two-fold. On one hand, it sought to break the wall of silence and misrepresentation around what was happening in the occupied West Bank and Gaza Strip at the time of the second Palestinian intifada. On the other hand, it aimed to situate direct military violence against Palestinians within the broader context of Israel's apartheid policies. Focusing on the broader system of Israeli apartheid allowed activists to link the construction of the Apartheid Wall in the occupied West Bank, settler violence and home demolitions to a broader system which systematically discriminated against the civil and political rights of Palestinian citizens in Israel, or 1948 Palestinians, and denied the right of return of Palestinian refugees to their homeland...

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HAITI: AZIENDE PRIVATE COME AVVOLTOI IN AGGUATO (Di Anthony Fenton) - 02-mar-2010

2 marzo 2010 - Il terremoto di Haiti ha svegliato l'interesse di imprese militari private che vedono la possibilità di realizzare un profitto nel paese più povero dell'emisfero occidentale. Il 9 ed il 10 marzo, un’associazione per la fornitura di servizi militari privati e logistici, l’International Peace Operations Association (IPOA), organizzerà a Miami, Stati Uniti, un "Summit di Haiti" affinchè "importanti funzionari" possano avere "consultazioni private con aziende ed investitori partecipanti"...
 

Intervista a Hamid Gul: I Talebani sono il futuro (Aljazeera.net) - 02-mar-2010

1 marzo 2010 - Il Tenente Generale Hamid Gul è stato un comandante dell’esercito pakistano negli anni '80, e ha lavorato come direttore dell’Inter-Services Intelligence (ISI) (il servizio segreto pakistano (N.d.T.) ) dal 1987 al 1989. Ma l’ascesa di Gul alla fama arrivò durante lo sforzo congiunto di Pakistan, Arabia Saudita e Stati Uniti per continuare a far arrivare fondi e supporto logistico ai mujahidin dell’Afghanistan, cui fu infine attribuito il merito di aver sconfitto l’esercito e le forze politiche sovietiche... Al Jazeera (AJ) ha intervistato Hamid Gul (HG) durante una sua breve visita a Doha...Per quanto riguarda i Talebani, io sostengo la loro causa della resistenza afghana. Gli ho offerto il mio supporto morale perché in passato ho avuto forti legami con loro...

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Israele / Palestina MEMBRO DI HARVARD CHIEDE MISURE GENOCIDE PER LIMITARE LE NASCITE IN PALESTINA (THE ELECTRONIC INTIFADA) - 02-mar-2010

1 marzo 2010 - Martin Kramer, un membro del Weatherhead Center for International Affairs dell'Università di Harvard ha chiesto che "l'occidente" intraprenda delle misure per limitare la nascita di palestinesi, una proposta che appare ricadere sotto la definizione giuridica internazionale di incitamento al genocidio. Kramer, che è anche membro dell'influente Washington Institute for Near East Policy (WINEP) ha espresso questa richiesta all'inizio del mese durante un discorso alla conferenza Herzliya in Israele, un video è stato postato sul suo blog col titolo "Superfluous young men" ["Giovani uomini superflui" N.d.t.] il 7 Febbraio 2010. Durante il discorso, Kramer ha respinto la comune visione che la "radicalizzazione" islamista sia provocata dalle politiche USA quali l'appoggio a Israele e la promozione di dittature dispotiche, e ha affermato che è dovuta alla demografia di società islamiche quali Yemen, Iraq, Afghanistan e la Striscia di Gaza occupata da Israele. Troppi bambini, ha sostenuto, portano a troppi "giovani uomini superflui", che in seguito diventano radicali violenti...
 

Manifestazioni e digiuno dei cristiani irakeni contro le uccisioni e il “ghetto” di Ninive (AsiaNews) - 02-mar-2010

1 marzo 2010 - Manifestazioni di piazza a Mosul e Baghdad, un digiuno e una veglia di preghiera a Kirkuk, appelli per la fine delle "uccisioni mirate" e il secco "no" – a una sola voce – contro il progetto di "ghettizzare" i fedeli nella piana di Ninive. Leader cristiani, vertici della Chiesa locale e tantissimi fedeli rilanciano il grido d’allarme contro il "massacro dei cristiani irakeni" e la fuga di centinaia di famiglie da Mosul, vittime di un conflitto politico ed economico fra arabi e curdi che rischia di svuotare il Paese della loro presenza...
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Il New York Times disinforma sulla Palestina
Tutto in famiglia
(di Alison Weir *) - 02-mar-2010

28 febbraio 2010 - Recenti esplosive inchieste giornalistiche hanno rivelato che Ethan Bronner, capo dell'ufficio della Palestina-Israele del New York Times, ha un figlio nelle forze armate israeliane, e questo ha causato una tempesta di polemiche che continua a girare e generare ulteriori rivelazioni. Molte persone trovano preoccupante un tale segno di partigianeria famigliare in un redattore che copre un conflitto estero - soprattutto considerati i resoconti del Times, un giornalismo orientato verso Israele. La direzione del Times in un primo momento si é rifiutata di confermare la situazione Bronner, poi non ha voluto fare dei commenti. Infine, l'opinione pubblica ha costretto l'editore Clark Hoyt del Times ad affrontare il problema in una colonna del 7 febbraio...
 

Video: L'assedio di Gaza continua (Vittorio Arrigoni) - 02-mar-2010

27 febbraio 2010 - Ad un anno di distanza, nulla è cambiato a Gaza. La Striscia continua a essere criminalmente assediata, come una porta blindata sprovvista di serratura, un'Alcatraz da cui evadono solo i morti. Le chiavi della prigione le ha ingoiate la nostra distinta indifferenza, e si celano ibernate nei nostri cuori polari. Che gesti eroici come la valorosa resistenza palestinese a più di sessant'anni di terribile repressione e occupazione, possano tramutare i nostri cuori in carillon e permetterci di non riuscire più vivere ascoltando inermi il requiem di ogni battesimo di sangue a Gaza....
 

Come muore la pesca a Gaza (di Carlo M. Miele, Osservatorio Iraq) - 02-mar-2010

27 febbraio 2010 - Il blocco economico imposto sulla Striscia a partire dal 2007, le restrizioni alla pesca e i frequenti attacchi della marina israeliana rendono impossibile la vita dei pescatori palestinesi di Gaza. E la situazione è sensibilmente peggiorata nell’ultimo anno, dopo l’offensiva militare israeliana del gennaio 2009. È quanto emerge dalle testimonianze raccolte nell’enclave palestinese da Irin News, agenzia di stampa legata alle Nazioni Unite. "Adesso – dice Muhamed Subuh al-Hissi, membro del sindacato dei pescatori di Gaza - gli israeliani ci sparano contro in ogni momento, e senza ragione. La marina continua a sequestrarci l’attrezzatura da pesca e a rompere le nostre reti. Vogliamo trovare una soluzione, ma non sappiamo quale. Per quanto può durare questa situazione?"...
 

Bil’in, cinque anni di resistenza al Muro (di Sophie Janel) - 02-mar-2010

27 febbraio 2010 - Il sole brilla alto sul villaggio di Bil’in, nei territori palestinesi occupati. Sui tetti delle case, alcuni bambini sventolano dei drappi palestinesi. All’ombra della sua keffieh rossa e bianca e con gli occhiali da vista sul naso, Amjed spiega che « tutti i venerdì, manifestiamo per denunciare il Muro, ma anche le colonie illegali e le azioni dell’esercito israeliano contro i palestinesi ». Di fronte, due manifesti sui muri di una casa. Uno fa riferimento a Bassem, un palestinese morto l’anno scorso durante una manifestazione settimanale. Dalla nascita del movimento, una ventina di persone sono cadute sul campo. Sull’altro manifesto, si vedono le nove foto dei prigionieri membri del Comitato di coordinamento della resistenza popolare. Tra loro Abdallah Abu Rahmah, leader del movimento di Bil’in arrestato il 10 dicembre scorso...
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Video: L'assedio di Gaza continua (Vittorio Arrigoni) - 02-mar-2010

27 febbraio 2010 - Ad un anno di distanza, nulla è cambiato a Gaza. La Striscia continua a essere criminalmente assediata, come una porta blindata sprovvista di serratura, un'Alcatraz da cui evadono solo i morti. Le chiavi della prigione le ha ingoiate la nostra distinta indifferenza, e si celano ibernate nei nostri cuori polari. Che gesti eroici come la valorosa resistenza palestinese a più di sessant'anni di terribile repressione e occupazione, possano tramutare i nostri cuori in carillon e permetterci di non riuscire più vivere ascoltando inermi il requiem di ogni battesimo di sangue a Gaza....



(per contatti o donazioni: guerrillaingaza@gmail.com)
 

IRAQ: PATRIARCA ACCUSA, AUTORITA' COMPLICI DI VIOLENZE ANTI-CRISTIANE (ASCA) - 02-mar-2010

26 febbraio 2010 - Il patriarca della Chiesa siro cattolica in Iraq, Sua Beatitudine Mar Ignatius III Joseph Younan ha scritto una lettera al al Primo ministro del Paese Nouri Al-Maliki accusando le autorita' irachene di essere ''complici'', con la loro inattivita', delle violenze contro i cristiani a Mosul. ''Mentre vi scriviamo - si legge nella lettera diffusa dall'agenzia Zenit - il nostro cuore sanguina per le tragiche notizie che ci giungono ogni giorno da Mosul dove i cristiani sono continuamente attaccati da criminali 'sconosciuti'. Vengono uccisi, massacrati, molestati nelle strade, nelle scuole e anche a casa e solo per il fatto che appartengono a una religione differente da quella della maggioranza degli abitanti della citta'''. ''Peggio ancora - prosegue la lettera - non c'e' nessuno che fa domande sulla questione della giustizia, ne' sulla questione del diritto e nemmeno vi e' nessuno che punisce gli aggressori. Credeteci: quando e' troppo e' troppo!''...
 

''Lasciateci in pace''
Reportage da Helmand, Afghanistan meridionale
(Enrico Piovesana) - 02-mar-2010

26 febbraio 2010 - La gente di Marjah racconta al nostro inviato che l'operazione Moshtarak ha provocato almeno duecento morti tra la popolazione civile. E spiegano perché preferiscono essere governati dai talebani [...] Dicono che hanno ucciso per errore solo pochi civili, ma la verità è che hanno ucciso pochi talebani. Io vivo vicino al bazar di Marjah, e vi posso assicurare che nei primi giorni le bombe sganciate dagli aerei e i missili lanciati dagli elicotteri hanno distrutto molte abitazioni. Da sotto le macerie abbiamo tirato fuori finora circa duecento cadaveri di civili, ma ci sono ancora un centinaio di dispersi sepolti sotto i resti delle case colpite. Ieri ne abbiamo trovati altri cinque. Queste cose non le racconta nessuno, ma vi giuro che è così perché l'ho visto con i miei occhi. Lo abbiamo visto tutti". Gli uomini intorno a lui scuotono silenziosamente il turbante in segno di assenso. "Da un paio di giorni a Marjah non si spara più - continua Sad Maluk - ma questo non significa che i talebani se ne siano andati o siano stati sconfitti: hanno solo smesso di combattere, per ora. I talebani sono ancora a Marjah perché i talebani sono anche gente del posto. Non sono forestieri venuti da fuori come si vuol far credere: ci sono anche tanti di noi che stanno con i talebani. E sapete perché? Perché in questi ultimi anni con loro non abbiamo mai avuto problemi: finché a Marjah comandavano loro, tutto andava bene, tutto era tranquillo. Non vogliamo altro, non vogliamo intrusioni da parte degli stranieri o del governo. Vogliamo solo essere lasciati in pace, così come siamo"...
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Teheran: Scene da un massacro
La Bbc Persian diffonde il video dell'assalto alla Casa dello Studente di Teheran a giugno
(Shirin Rahimi, Peacereporter) - 02-mar-2010

26 febbraio 2010 - Lunedì 15 giugno 2009, tre giorni dopo le contestate elezioni presidenziali in Iran, gli studenti dell'università di Teheran alle 21 iniziarono una protesta nella Casa dello Studente repressi con violenza durante la notte dai Basiji e dalla polizia antisommossa. Questo episodio di grande violenza ha provocato tanta indignazione anche all'interno del regime e, pochi giorni dopo, lo stesso leader supremo del regime Ali Khemenei condannò e accusò i "nemici" di questa carneficina. Dopo otto mesi la rete Bbc Persian, il 22 febbraio scorso, ha trasmesso un filmato inedito girato dagli stessi assaltatori Basiji, non più da manifestanti con telefonini come siamo abituati, in alta qualità...

 

Iraq, Intimidazioni contro i giornalisti in Kurdistan (Osservatorio Iraq) - 02-mar-2010

26 febbraio 2010 - Vita difficile per i giornalisti che stanno cercando di seguire la campagna elettorale per il voto del 7 marzo nella regione del Kurdistan. Organizzazioni internazionali per la difesa della libertà di stampa denunciano aggressioni e limitazioni dei movimenti – "un’ondata di minacce, molestie, e violenza fisica", secondo le parole di Reporters sans frontières (RSF). La situazione sembra effettivamente assai grave. Uno dei più quotati giornali indipendenti della regione autonoma del nord Iraq, Hawlati, due giorni fa è uscito con la prima pagina completamente bianca, tranne per il titolo: "Voi avete le pistole, noi abbiamo le penne"...
 

A Gaza si scava sempre più in profondità (Robert Fisk) - 02-mar-2010

25 febbraio 2010 - Sono la vera resistenza. Sono i polmoni attraverso i quali Gaza respira. E’ vero, missili, razzi Qassam, munizioni per Kalashnikov ed esplosivi passano attraverso i loro corridoi sotterranei. Ma – ed è questo il loro compito più importante – gli operatori dei tunnel di Gaza provvedono a fornire linfa a questo assediato pseudo-staterello islamico: carni fresche, arance, cioccolata, camicie, pantaloni, giocattoli, sigarette, abiti da sposa, carta, interi motori di automobili in quattro pezzi, batterie per auto e persino tappi per bottiglie di plastica. Questi uomini vengono bombardati dagli israeliani, muoiono per il crollo dei loro tunnel, e ora si trovano ad affrontare un nuovo muro egiziano, e persino la paura di annegare...
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Maltrattamenti e torture ai danni di minorenni palestinesi (Infopal) - 02-mar-2010

25 febbraio 2010 - In seguito all’arresto di diciassette minorenni, molti dei quali ancora bambini, avvenuto l’11 febbraio nel campo profughi di Jalazone, il Defense for Children International ha lanciato un appello affinché venga posta fine ai maltrattamenti sui minori palestinesi. Nel frattempo, l’agenzia "Ma’an" riferisce dell’arresto di ventuno giovani del campo profughi di Jalazone, diciassette dei quali hanno meno di 18 anni. Secondo il DCI, i ragazzi sono accusati di aver lanciato pietre contro militari israeliani. Essi sono stati condotti con la forza all’insediamento israeliano di Beit El, da cui sono stati trasferiti presso la locale stazione di polizia, e da qui alla prigione di Ofer, in Cisgiordania...
 

“Il Nuovo McCarthyismo in Israele.” (di Jonathan Cook) - 02-mar-2010

25 febbraio 2010 – I dissidenti affermano che il governo israeliano e i suoi sostenitori di destra hanno lanciato una campagna "McCarthyista" contro i gruppi per i diritti umani incolpandoli per la valanga di critiche internazionali che ha fatto seguito all’attacco israeliano su Gaza di un anno fa. Come segnale di una reazione negativa crescente contro la comunità per i diritti umani, la settimana scorsa il consiglio dei ministri ha presentato una proposta di legge che, se approvata, metterà in prigione importanti funzionari del paese collegati con le organizzazioni pacifiste che non sarebbero in grado di soddisfare le dure condizioni per una nuova registrazione. ..
 

Il Tribunale Russell torna in vita. Per la Palestina (Carlo M. Miele) - 02-mar-2010

24 febbraio 2010 - A più di quarant’anni dalla sua creazione, il Tribunale Russell torna in vita. Se però nel 1967 si occupò di Vietnam, questa volta la famosa corte popolare si riunirà per discutere esclusivamente di Palestina. Come spiegano i suoi promotori, che possono contare sul patrocinio della Bertrand Russell Peace Foundation Ltd, la decisione di far rinascere il tribunale è nata dopo l’offensiva israeliana a Gaza del gennaio 2009, che "ha reso più palese che mai il disprezzo di Israele per il diritto internazionale". Al di là della riconosciuta responsabilità di Israele, affermano, "l’obiettivo è dimostrare la complicità di Stati terzi e di organizzazioni internazionali, che con la loro passività o con il loro sostegno, permettono che Israele continui a violare, sistematicamente e in forma reiterata, i diritti del popolo palestinese" e, inoltre, "promuove il diritto internazionale come punto cruciale per avanzare nella questione del conflitto fra Israele e Palestina"...
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Afghanistan: il senato vota il rifinanziamento, ma Gino Strada accusa: i parlamentari italiani sono ‘delinquenti politici’ (Indymedia) - 02-mar-2010

24 febbraio 2010 - I parlamentari italiani sono 'delinquenti politici’ perché si apprestano a rinnovare una missione militare all'Estero contraria alla Costituzione: questo ha detto in sostanza Gino Strada ai microfoni di CNRmedia, alla vigilia del voto di domani al Senato che riconfermerà la missione italiana in Afghanistan. "Vivo questo voto con l'animo disgustato da questa classe politica, che definisco di delinquenti politici. Perché quando una classe politica, la stragrande maggioranza del parlamento, vota contro la Costituzione del proprio Paese, delinque di fatto contro la propria Costituzione, quindi il termine è appropriato". "Oltre questo c'è lo sdegno per chi non vuol vedere la strage di civili che sta avvenendo in questi giorni, proprio in queste ore, dove si stanno compiendo crimini di guerra inauditi", ha aggiunto Strada...
 

Lettera di un ebreo antisionista francese al Ministro della Giustizia sulle ragioni della Campagna di boicottaggio di Israele (Contropiano) - 02-mar-2010

24 febbraio 2010 - Care amiche, Cari amici, vogliamo innanzitutto ringraziare e congratularci con Serge Grossvak, attivista anti-colonialista della zona di Parigi che ha appena inviato una lettera aperta al ministro francese della Giustizia, la signora Michèle Allio-Marie, a sostegno della campagna di boicottaggio. "Confermo di aver fatto personalmente parte di una azione per promuovere il boicottaggio delle merci israeliane all'interno di un supermercato della mia zona della Val d'Oise; tali prodotti sono coltivati con il sangue e il dominio, hanno odore di odio e di dominazione. Andrò in tribunale, se vuole ", scrive Grossvak...

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